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Sant'Antonio Abate 2007

Il miracolo di S. Antonio Abate

.... I documenti raccolti da Angelo Melchiorre sulla tradizione della panarda nella Marsica, e soprattutto sul motivo originario per cui questo rituale è connesso a situazioni religiose e celebrative, non permettono di risalire oltre il sedicesimo secolo.’ Per quanto riguarda Villavallelonga l’uso è attestato gia nel 1657, quando tale Pietro Paolo Serafini assicura che è antico costume della sua famiglia distribuire una ”minestra di fave” per perpetuare una promessa fatta dai suoi antenati.’ La testimonianza, più che stabilire una eventuale data di inizio del rituale, che a Villavallelonga come altrove conserva elementi molto arcaici e fortemente simbolici, è utile per confermare la leggenda di fondazione.
 
La devozione popolare racconta che un lupo rapì dalla culla un bambino e che la madre disperata e piangente invocò l’aiuto di Sant’Antonio abate, promettendogli di allestire, per grazia ricevuta, e in suo onore, ogni anno e per tutta la vita, un solenne banchetto. Il voto sarebbe trasmesso in eredità di generazione in generazione e si sarebbe mantenuto fino ad oggi. Cosi si esprime Giuseppe Bianchi: ”Tanti anni fa una donna della famiglia dei miei antenati lascio una creatura in fasce nella culla e andò a prendere l’acqua alla fontana. Tornando a casa incontro un lupo che la portava in bocca.
Invocò Sant’Antonio e il lupo lasciò la bambina. La donna aveva promesso al Santo la festa a fuoco, cioè la panarda. Dopo, la promessa si è tramandata per eredità ed ora sono molte le famiglie obbligate”’ . 
 
E’ da notare che l’impianto narrativo della storia è identico a quello del miracolo di San Domenico ricordato a Pretoro, Villamagna e altrove dall’agiografia popolare che ne perpetua il ricordo e la devozione in una sacra rappresentazione che fa parte delle tradizioni del luogo.’ La coincidenza non appare casuale quando si consideri il valore dei patronati e degli attributi dei due santi nell’ambito della concezione contadina che li solleva in una sfera taumaturgica superiore a quella di altri soggetti religiosi. ....

Tratto dal libro "La Panarda"
( Testi di Maria Concetta Nicolai )

 

 

 

 

 

 

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