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Sant'Antonio Abate 2007 |
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il carnevale
... Una sagra che denuncia
la connessione con le tradizioni romane è quella delle «fave cotte» di Villavallelonga, in provincia dell'Aquila. Narra una leggenda locale che
tanto tempo fa un proprietario terriero, non riuscendo a trovare
braccianti, imprecava spesso: «Finirà che farò lavorare la terra al
diavolo». Un giorno si presentò un signore offrendosi con altre persone
per lavorare i campi. Lo strano individuo soggiunse che non volevano
nessun compenso se non un po' di cibo senza sale. Il proprietario,
soddisfatto, se ne tornò a casa ordinando alla moglie di ordinare il
pranzo per i braccianti, ma si scordò di avvertirla che non doveva usare
sale. Quando fu l'ora del pranzo, la donna portò il cibo in tavola, ma
quei braccianti dall'aspetto riservato lo rifiutarono disgustati. Dal libro "CALENDARIO - le feste, i miti, le leggende e i riti dell'anno" di Alfredo Cattabiani - Edizioni Rusconi
NOTA: in tempi recenti la sfilata di maschere
carnascialesche del giorno della festa di S. Antonio si è arricchita di
carri e di altre figure, perdendo però la originalità dei mmascare
brutte nella loro connotazione iniziale, forse unica in Italia oltre a
quella dei Mammuttones in Sardegna. Pensiamo che sia assolutamente
importante un recupero, anzi un restauro vero e proprio dei riti
carnascialesci della festa di S. Antonio Abate a Villavallelonga. |
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