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Sant'Antonio Abate 2007 |
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La signòra e i 'mmàscare Le pupazze rituali In tutto il territorio abruzzese, con il termine : pupa, signòra (denominazione registrata a Villavallelonga), pandàseme, vengono indicati grandi fantocci riproducenti le fattezze, spesso dai vistosi attributi anatomici, della donna e costruiti rivestendo attorno ad una struttura di rami e legname leggero, strati di carta e frasche varie, armandola di petardi e mortaretti. Le pupazze vengono animate da un uomo che si nasconde all’interno della gonna, guardando da fessure poste all’altezza dei suoi occhi. A conclusione della festa, vengono fatte danzare a ritmo di musica, mentre, progressivamente si accendono, esplodendo, tutti i fuochi pirotecnici che portano addosso. Si tratta di un’antica usanza a carattere agrario, connessa ai riti di fertilità della terra-madre; infatti la pupa veniva incendiata alla fine del ballo e le ceneri venivano sparse per i terreni per propiziarsi un’annata prospera per i raccolti. Tuttora, la Signora di Villavallelonga, subisce analogo trattamento, costituendo una testimonianza emblematica di tali arcaiche valenze magico-rituali, espresse anche dal rivestimento esterno del fantoccio, di materiale vegetale, a significare il legame profondo della gente con la madre terra.
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